Università-Federico-II

Corso di Perfezionamento in legislazione penale minorile

La Camera Penale Minorile è lieta di segnalare che il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli ha indetto, per l’anno accademico 2014/2015 il Corso di Perfezionamento in Legislazione Penale Minorile.

La C.P.M. è peraltro tra gli enti che collaborano alla svolgimento del Corso di Perfezionamento in Legislazione penale minorile.

Al seguente link è possibile scaricare il regolamento ed il bando nonché il modulo di domanda di partecipazione al Corso

http://www.unina.it/studentididattica/postlaurea/perfezionamento/dettagli.jsp?cont=350

Il corso si propone di offrire adeguata formazione a magistrati, avvocati, laureati in giurisprudenza, in scienze politiche, in scienze socio-psico-pedagogiche, in medicina. Tale obiettivo può essere raggiunto soltanto offrendo ai corsisti una lettura costituzionalmente orientata del procedimento penale minorile, alla luce delle numerose sentenze pronunziate dalla Corte Costituzionale, nonchè una lettura convenzionalmente orientata sulla base delle Convenzioni internazionali a tutela dei minori nonchè delle decisioni della Corte EDU.

Il termine utile per la presentazione delle domande è il 05.02.2015

 

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Locandina-Convegno-2015

La legge anticorruzione tra prevenzione e repressione

Segnaliamo che presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II si terrà un incontro di studio sulla corruzione e le strategie normative di contrasto. Durante i lavori sarà presentata l’opera in due volumi ‘La legge anticorruzione, realizzata con i contributi scientifici di Giuseppe Riccio, Franco Roberti, Raffaele Cantone e altri studiosi del diritto.

Il convegno si terrà il giorno 19 gennaio 2015, alle ore 15.00, nell’Aula Pessina, dell’edificio centrale, Corso Umberto I, Napoli.

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esecuzione penale minorile

Commissione di Studi per l’esecuzione penale minorile: la proposta della C.P.M.

Si è concluso con una proposta della C.P.M. il convegno di rilevanza internazionale organizzato lo scorso 30 giugno 2014 dal Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II.

A quarant’anni, ormai, dall’entrata in vigore della legge 354/1975, che disciplina l’Ordinamento penitenziario, appare non più tollerabile l’equiparazione, nella fase dell’esecuzione penale, tra maggiorenni e minorenni.

Ancor di più se si considera che il primo provvedimento legislativo che ha contraddistinto l’Ordinamento giuridico italiano, per quanto attiene il diritto ad una giurisdizione differenziata e specializzata dell’indagato e dell’imputato minorenne, risale al 1934 con l’approvazione del r.d.l. 1404/1934.

Si può quindi affermare che, dal punto di vista della fase esecutiva dell’applicazione della pena, dal 1934 ad oggi non vi è mai stata una riforma che abbia completato la grande intuizione del legislatore italiano: differenziare per uguagliare. Ed infatti oltre la violazione dell’art. 31.2 Cost. va certamente presa in considerazione la violazione dell’art. 3 Cost. per quanto attiene ai profili di uguaglianza sostanziale.

La C.P.M., che non da oggi si occupa del problema ( che fu infatti affrontato nel primo convegno della Camera Penale Minorile distrettuale di Napoli organizzato a Napoli nel maggio 2000: ” L’esecuzione penale e l’ordinamento penitenziario minorile“) ripropone ancora una volta uno sforzo di una comunità scientifica, che si propone di divenire una comunità culturale, tentando di coinvolgere tutti i settori della Giustizia Minorile. Dall’Accademia, alla Magistratura minorile, all’Avvocatura, ai Servizi minorili dell’Amministrazione della Giustizia e quindi al Dipartimento della Giustizia Minorile.

La proposta, lanciata dal Presidente Onorario della nostra Associazione, Avv. Mario Covelli, è quella di creare una commissione di Studio attraverso la quale approfondire i vari disegni di legge che si sono susseguiti nel tempo (dal 1986 al 2014), confrontarli ed integrarli perché possa essere proposto al Parlamento un disegno di legge innovativo che completi l’intuizione costituzionale del legislatore della differenziazione minorile.

La proposta, che mira ad una definitività della vicenda penitenziaria minorile in quanto non è più possibile continuare ad adattare la legge 354/1975 di volta in volta alle specifiche esigenze costituzionali della persona minorenne, impegnerà anche le Sedi distrettuali della nostra Associazione in vista di una proposta organica e in grado di raccogliere le esperienze giuridiche dei vari territori.

 

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giustizia

La Camera Penale Minorile a Genova, la nuova sede distrettuale

Non si arresta il lavoro di costituzione delle sedi distrettuali della Camera Penale Minorile. Nella giornata di ieri il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha costituito l’ulteriore sede nel Distretto di Corte di Appello di Genova. La sinergia tra colleghi nei vari territori sta dimostrando che la realizzazione di una rete di professionisti, specializzati e sensibili alle problematiche che afferiscono alla materia penale minorile, è possibile.
La nuova sede, che sarà guidata dall’Avvocato Filippo Guiglia, nasce in piena sinergia con la locale Camera Penale e già si intravedono possibili iniziative e collaborazioni giacché proprio la nascita della sede genovese ha consentito di rimettere in moto l’Osservatorio sui minori che nasce in seno alla Camera Penale di Genova.
“Non solo l’unione dei professionisti – ha detto il presidente della Camera Penale Minorile – ma anche l’osmosi tra organismi associativi in ambito forense e la Camera Penale Minorile è un nostro preciso obiettivo al fine di dar vita ad una comunità scientifica consapevole e responsabile, in considerazione del fondamentale ruolo che ognuno di noi svolge quotidianamente”.

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Convegno Nazionale SOS DIRITTI E LEGALITA'

Convegno: Giustizia Penale Minorile, l’esecuzione della pena e le inerzie del legislatore

La Sede distrettuale di Roma della Camera Penale Minorile, congiuntamente all’Associazione SOS DIRITTI E LEGALITA’ organizza un convegno – dibattito sulla consapevolezza della non rinviabile esigenza di soffermare la riflessione circa le problematiche giuridiche inerenti il trattamento dei minori nella fase della esecuzione della pena. L’analisi concerne un dato molto grave: la sostanziale mancanza di un ordinamento penitenziario specifico per minori e le inerzie che ancor oggi rendono inattuato l’art. 79 della legge 354/1975

Questa lacuna normativa è stata più volte denunciata dalla Corte Costituzionale la quale, in ragione della specificità minorile, ha sollecitato il legislatore a colmarla. Come ben evidenziato dalla Corte, l’assimilazione dei condannati minorenni ai condannati maggiorenni è contraria ai principi costituzionali e, in particolare, al dovere dello Stato (sancito all’art. 31/2 della Carta fondamentale) di protezione dell’infanzia e della gioventù. La lettura integrata di tale norma con l’art. 27/3 della Costituzione che sancisce il principio rieducativo della pena, impone la necessità di predisporre un trattamento differenziato nei confronti dei minori ristretti che abbia come finalità l’educazione di un soggetto ancora in fieri.

L’iniziativa si inserisce, inoltre, in quelle volte alla promozione e diffusione delle finalità della Camera Penale Minorile – Associazione Nazionale che attualmente conta cinque sedi distrettuali in Italia.

Il convegno si svolgerà a Roma presso la Corte d’Appello Civile di Roma, Via Varisco n. 3/5, Aula Equa Riparazione, piano terra – ore 13:00, 15:30

Sono stati invitati magistrati, avvocati, psicologi ed operatori della giustizia minorile

 

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scarica la locandina del Convegno

Convegno Nazionale SOS DIRITTI E LEGALITA’

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Programma Convegno Dal Dire al Fare_Pagina_1

Convegno CGM Napoli – Dal dire al fare, partecipa la Camera Penale Minorile

Si è svolto ieri, 29 maggio 2014, il convegno organizzato dal Centro Giustizia Minorile per la Campania, “Dal dire al Fare” sulla progettazione tecnica 2014 dei Servizi per la Giustizia minorile in Campania. Nella sala del Centro Europeo di Studi di Nisida, a Napoli, sono intervenuti i vari rappresentanti della Giustizia Minorile del Distretto di Corte di Appello di Napoli. Il presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Gustavo Sergio, il procuratore della Repubblica presso il TpM di Napoli, Roberto Gentile, il neo magistrato di sorveglianza presso il TpM di Napoli, Ornella Riccio.

Alla loro presenza si sono intervallati gli interventi tecnici dei rappresentanti dell’Amministrazione della giustizia minorile. In primis il Direttore del CGM di Napoli, Giuseppe Centomani, la vice-direttrice del CGM, Bruna Leonardi, i rappresentanti del Centro di Prima Accoglienza di Napoli, i direttori degli Istituti penitenziari minorili di Airola, Antonio di Lauro e di Nisida, Gianluca Guida, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Napoli.

Al convegno ha partecipato anche la Camera Penale Minorile nella persona del Presidente Onorario, Avvocato Mario Covelli, che ha offerto, alla platea, il punto di vista dell’Avvocatura, sullo stato di salute della Giustizia Minorile, in particolare per quel che concerne il Distretto di Corte di Appello di Napoli.

Il Presidente Covelli ha puntato molto sul problema della mediazione penale quale strumento fondamentale della Giustizia Minorile. In particolare l’Avvocato Covelli ha ribadito la necessita di introdurre seriamente la mediazione penale nel Distretto di Corte di Appello di Napoli quale strumento in grado di ricomporre il patto sociale violato ed il conflitto tra i protagonisti della vicenda delittuosa.

L’Avvocato Covelli ha ricordato anche la necessità di un fronte comune dell’Avvocatura specializzata per una giustizia a misura di minore, da un lato, e per l’attuazione dell’art. 79 della legge 354/1975 dall’altro, sottolineando la persistente inerzia del legislatore in tema di ordinamento penitenziario minorile. Non solo ma ha rivendicato anche il fondamentale ruolo dell’Avvocatura specializzata nelle proposte di riforma del sistema della giustizia minorile.

Tutti argomenti che verranno approfonditi in un successivo convegno, il prossimo 30 giugno 2014, con la partecipazione del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, del CGM di Napoli, della Procura per i Minorenni di Napoli, del TpM di Napoli e naturalmente della Camera Penale Minorile – Associazione Nazionale.

 

 

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Moot Court Competition 2014

Il prossimo 27 maggio, presso il Dipartimento di Giurisprudenza a Napoli, l’associazione Elsa – Napoli organizza la consueta simulazione di un processo penale. Questa volta sarà simulato un processo penale a carico di imputati minorenni. Due squadre di studenti si confronteranno con le regole del processo penale minorile e dunque con le norme contenute nel D.P.R. 448/1988, nell’ambito di una udienza svoltasi dinanzi al G.U.P. presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.

La competizione è stata organizzata in sinergia con la cattedra di Legislazione Penale Minorile del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e vedrà dunque la presenza della Prof.ssa Clelia Iasevoli e del Prof. Sergio Moccia.

In giuria ci sarà anche il Presidente della Camera Penale Minorile – Associazione Nazionale che aderisce all’iniziativa.

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L’iniziativa ha avuto un grande successo ed è stata l’occasione per giovanissimi talentuosi di dimostrare le loro capacità logico-giuridiche ed oratorie. Va peraltro specificato che questa iniziativa nasce dalle istanze studentesche ed è volta a ridurre la “voragine” tra teoria e prassi, attraverso la trasformazione delle aule universitarie in un laboratorio giuridico, in cui si coltivano conoscenza del diritto, passione e sana determinazione.

Un ringraziamento allora va alla Cattedra di Legislazione Penale Minorile del Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II e all’Associazione Elsa Napoli.

 

 

 

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coop

Nota del Presidente della Camera Penale Minorile – Associazione Nazionale in riferimento al primo giorno di sciopero della fame della Coop sociale “Il tappeto di Iqbal”

La Camera Penale Minorile esprime solidarietà e vicinanza alla Coop Sociale “il Tappeto di Iqbal”.
La Coop., che da anni si spende sul territorio di Barra, quartiere problematico della periferia est di Napoli, per la tutela dei diritti dei minori cosiddetti “a rischio”, vive un momento di gravissimo isolamento da parte del mondo istituzionale e sociale.
Il lavoro svolto dal Coop., presieduta da Giovanni Savino, è un lavoro di grande importanza finalizzato alla salvaguardia dei diritti fondamentali del minorenne che si trovi in condizioni socio-economiche svantaggiate.
“Il Tappeto di Iqbal”, e tutte quelle realtà che si spendono per la stessa causa, svolgono una fondamentale azione di prevenzione oltreché offrire spazi e risorse umane per l’avviamento di percorsi (ri)educativi a favore sia di minori collocati in area penale che delle loro famiglie.
La Camera Penale Minorile, in quanto associazione forense impegnata specificamente sul fronte della difesa minorile in ambito processuale e su quello dei problemi connessi al mondo della delinquenza minorile, non può tacere di fronte alle opere di smantellamento delle realtà che costituiscono tasselli fondamentali per il reinserimento sociale dei fanciulli che hanno commesso o che potrebbero commettere reati.
Nondimeno la C.P.M. è consapevole del ruolo fondamentale assegnato ai professionisti specializzati nella difesa delle persone minorenni che non è soltanto quello ovvio di rappresentarli, con dignità, coscienza e responsabilità , dinanzi alla Autorità Giurisdizionale Minorile, ma è anche quello di “educare” la società civile all’accoglimento dei minori problematici e ancor di più di coloro che fuoriescono dal circuito penale, successivamente all’espiazione della pena.
Tale risultato può essere raggiunto solo con grandi sinergie tra professionisti che operano in tal senso come i soci e membri della Coop. Sociale “Il Tappeto di Iqbal”.
Per questo la C.P.M. chiede al Sindaco di Napoli e tutte le altre amministrazioni competenti di assumersi le loro responsabilità nella difesa, questa volta sociale, di tutti quei minori che vivono gravissimi disagi.

Il Presidente della C.P.M. – Associazione Nazionale

                                                                                                                                                                                        Aldo Cimmino

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Sedi distrettuali

Istituite le prime Sedi distrettuali della C.P.M.

Con delibera del Consiglio Direttivo 2/2013 sono state costituite le prime Sedi Distrettuali della Camera Penale Minorile. Fare rete tra i professionisti che si occupano di Diritto penale minorile ha consentito all’Associazione di muovere i primi passi in campo nazionale con la costituzione della Sede Distrettuale di Firenze e quella di Salerno. Con nomina del Presidente nazionale sono stati designati Delegati distrettuali l’Avv. Laura Basilio, per il Distretto di Corte di Appello di Firenze, e l’Avv. Luigi D’Aniello per il Distretto di Corte di Appello di Salerno. Sia a Firenze che a Salerno un nutrito gruppo di professionisti, tra cui anche praticanti Avvocati, hanno accolto con passione ed entusiasmo la proposta napoletana di una Camera Penale Minorile. La C.P.M. proseguirà nell’opera di costituzioni delle sedi distaccate, per l’inizio del nuovo anno, infatti, si prevede un allargamento della struttura nazionale anche in vista di una presentazione ufficiale dell’Associazione forense.

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Sciopero delle Toghe

Professione Avvocato, le idee contro la crisi

In merito all’articolo di Dario Del Porto, pubblicato su “La Repubblica” il 3 novembre scorso, inerente le conseguenze della crisi economica nell’ambito della professione forense, sentiamo l’esigenza di esprimere le nostre idee come operatori del Diritto che vivono l’Avvocatura con passione ed impegno civile. Concordiamo, effettivamente, circa le difficoltà che attanagliano l’esercizio di tale professione, specialmente per i più giovani.
Riteniamo perciò improcrastinabile la scelta di avviare, nel settore, riforme serie affinché i diritti alla formazione, al lavoro e alla difesa degli altrui diritti in giudizio, costituzionalmente sanciti, non subiscano ulteriori e mortificanti deroghe, dinanzi alle contingenze economiche, ormai divenute sovranazionali.
Appare evidente allora la necessità della proposta. Dall’accesso ai saperi a quello alla stessa professione, va rilevato che il meccanismo formazione-mondo del lavoro si è inceppato da parecchio tempo.
In primis i corsi di Laurea presso i Dipartimenti di Giurisprudenza dovrebbero essere suddistinti in due percorsi di studi dalla durata complessiva di sei anni: il primo ciclo dedicato allo studio generale delle Scienze Giuridiche, il secondo ciclo mirante alla formazione effettiva per l’esercizio di una delle tre professioni legali, che sia essa nell’ambito dell’Avvocatura, della Magistratura o del Notariato. In tal modo la selezione sarebbe “naturale” evitando meccanismi poco meritocratici del cosiddetto “numero chiuso”, da un lato e l’accesso indiscriminato alla professione forense da parte anche da parte di coloro che non la eserciteranno mai, dall’altro.
Un secondo obiettivo riguarda proprio l’ingresso nell’Avvocatura. È evidente che svolto un percorso di studi, serio, da parte di quelli che hanno proseguito la specializzazione con passione e determinazione, saranno pronti ad affrontare l’abilitazione professionale ma, a nostro avviso, sarebbe anche necessario recuperare la dignità di un momento valutativo importante e decisivo per lo svolgimento della vita professionale in tale settore. Ed è evidente che le nuove proposte contenute nella legge 247/12 vanno in tutt’altra direzione, anche allo scopo di un più rigida ed indiscriminata selezione, quasi affidata al caso. Ma è una vittoria di Pirro che l’Avvocatura italiana non può permettersi. E poi sarebbero necessarie reali misure a sostegno dei giovani avvocati come l’erogazione di un contributo statale medio per un massimo di due anni, ai giovani colleghi che cominciano “da zero” ovvero un contributo a sostegno di coloro che decidono di offrire il proprio esercizio professionale a favore degli indigenti, alla stregua di un ufficio pubblico di difesa dei cittadini. Anche gli Albi potrebbero essere snelliti incentivando, magari con l’affidamento di incarichi nella magistratura onoraria, la cancellazione degli Avvocati più anziani che non svolgono più la professione. Insomma si avverte la necessità che lo Stato effettivamente garantisca tale mestiere che tutela diritti costituzionali inderogabili. Ancor di più, poi, nel settore del diritto processuale penale minorile ove i soggetti in giudizio hanno la maggiore necessità di incontrare colleghi appassionati, specializzati ed in grado di svolgere la professione con serenità e competenza e non come “una cosa in più da fare” per “arrotondare” se così si può dire, il proprio onorario.

Avv. Mario Covelli
Presidente Onorario della
Camera Penale Minorile
Associazione Nazionale

p. Avv. Dott. Aldo Cimmino
Presidente della
Camera Penale Minorile
Associazione Nazionale

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